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CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE
Domenica 18 aprile 2010, ore 21,00
Cortile della Rocca di Fontanellato
(in caso di maltempo lo spettacolo verrà messo in scena
al Teatro Comunale)
TEATROPERUNPO'
12 agosto 1944 Sant’Anna di Stazzema
Ingresso gratuito
Con Emanuele Arata, Michela Astri, Pietro Bertora, Erika Borella, Andrea Costa, David Finardi, Nicola Savani, Agnese Scotti, Franca Tragni adattamento drammaturgico, ideazione e regia Carlo Ferrari
"Alla fine del giorno 12 agosto 1944 si contarono 560 morti.
Mucchi enormi di cadaveri bruciavano lentamente.
Quando arrivai nel pomeriggio del giorno 13 trovai intorno alla croce dei gran cumuli di cadaveri.
Le case furono distrutte"
12 agosto 1944, Sant'Anna di Stazzema, una data e un luogo che solo dal 20 aprile del 2004 assumono il loro pieno significato.
A distanza di quasi sessant'anni infatti, davanti ai giudici del Tribunale Militare di La Spezia è stato celebrato un processo per questo crimine contro l'umanità commesso dai tedeschi e da qualche collaborazionista italiano.
Durante gli atti del processo è stata smontata l'ipotesi, per anni considerata attendibile, secondo la quale S. Anna di Stazzema fosse stata distrutta perché luogo di rifugio di un gruppo di partigiani.
Il giudice delle udienze preliminari ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per i tre ex ufficiali SS accusati di essere gli esecutori dell'eccidio.
L'anno dopo, dieci ex ufficiali e sottufficiali tedeschi sono stati condannati all'ergastolo per il massacro.
Al momento della sentenza i dieci erano tutti ultraottantenni.

Una croce, simbolo universale ma anche luogo di ricordo; intorno alla croce giocavano i bambini di Stazzema, intorno alla croce vennero trovati i corpi carbonizzati degli abitanti del paese, intorno alla croce si muovono gli attori al servizio di questa storia.
Le testimonianze dei sopravissuti, gli atti del processo, i giochi infantili dei bambini innocenti, tutto prende corpo in uno spazio spoglio senza la presunzione di un'interpretazione ma con la sola intenzione di riportare alla luce una vicenda storica tardivamente giudicata.
Attraverso il susseguirsi di scene ed azioni, le voci danno vita a un racconto quasi giornalistico, riportando in vita la piazza di S Anna di Stazzema dove il dramma vero venne brutalmente consumato.
Il fatto storico
1944: Sant'Anna di Stazzema
L'eccidio di Sant'Anna fu un crimine contro l'umanità commesso dai tedeschi.
Nell'estate del 1994, Antonino Intelisano (il procuratore militare di Roma), mentre cerca documentazione su Erich Priebke e Karl Hass, avvia un procedimento che porterà alla scoperta, in uno scantinato della procura militare, di un armadio contenente 695 fascicoli "archiviati provvisoriamente", riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini.
Tra questi viene trovata anche della documentazione relativa al massacro di Sant'Anna, per il quale verrà riaperta l'inchiesta che porterà ad individuare alcuni dei responsabili.
A distanza di quasi sessant'anni, il 20 aprile 2004, davanti ai giudici del Tribunale Militare della Spezia è stato celebrato un processo per questo crimine.
Per anni è stata considerata attendibile l'ipotesi che S. Anna di Stazzema fosse stata distrutta assieme alle sue 560 vittime perché luogo di rifugio di un gruppo di partigiani.
Il giudice delle udienze preliminari ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per i tre ufficiali SS accusati di essere gli esecutori dell'eccidio.
Il 22 giugno 2005, dieci ex ufficiali e sottufficiali tedeschi vengono condannati all'ergastolo per il massacro, dal tribunale militare della Spezia.
Al momento della sentenza i dieci erano tutti ultraottantenni.
Alla fine del giorno 12 agosto 1944 si contarono 560 morti.
Di quelli che si trovarono sul cammino dei tedeschi sopravvisse solo un pugno di bambini che in luoghi diversi ebbero la fortuna di essere ben nascosti dalle madri o di venir protetti dalle raffiche dai corpi dei familiari caduti su di loro.
Le case furono distrutte e gli abitanti avviati verso la piazza della chiesa, dove vennero uccisi a colpi di mitragliatrice, e i loro corpi bruciati, insieme alle panche di legno prelevate dalla chiesa.