Vi abbiamo proposto...

Spettacolo Vincitore Festival Resistenza Museo Cervi 2011

Sabato 3 dicembre 2011, ore 21,15

Compagnia Tedacà

STRANI-IERI

Con Valentina Aicardi, Elio D'Alessandro, Silvia Freda, Costanza Maria Frola, Celeste Gugliandolo, Paolo Li Volsi, Mauro Parrinello
Regia di Simone Schinocca

Tra il 1950 e il 1970 milioni di contadini del sud Italia abbandonano le campagne per recarsi nella grandi città del nord.
Torino è una delle mete privilegiate di questa ondata di immigrazione.
Strani-ieri racconta questo periodo della nostra storia cogliendo il punto di vista degli immigrati, alle prese con il distacco dalla propria terra, con il viaggio sul 'treno del sole', con l'arrivo e l'ambientazione, la casa, la fabbrica, le prospettive future.
Tratto da 47 autentiche interviste rilasciate da chi tra il '50 e il '70 ha lasciato la terra natia per accasarsi a Torino, Strani-ieri è fatto di piccole storie minimali tese a ricostruire un clima e un contesto attraverso il recupero di 'cose' concrete, come gli oggetti, i colori, i profumi, la prima persona incontrata o conosciuta appena arrivati.
Senza piagnistei e senza accennare all'ultima migrazione, lo spettacolo insiste su come le assurdità, le calunnie e gli ostracismi di ieri siano affini a quelli della nostra epoca.

Le donne come protagoniste e i legami con la contemporaneità

Era diventata una consuetudine delle anziane di Matera andare sul ciglio di un dirupo e, tenendo un oggetto della persona partita per il Nord, urlare al vento il nome del proprio caro, fargli domande, soprattutto quando diventavano molti i giorni di silenzio senza che alcuna notizia sopraggiungesse.
Donne che affidavano al vento il loro affetto e la voglia di sapere se tutto stava procedendo per il verso giusto.
Con questa immagine inizia Strani-Ieri, una scelta che indentifica, fin dal principio, le donne come protagoniste essenziali dell'opera, molte di queste vicende vengono difatti narrate dal loro punto di vista (ragione per cui il cast prevede quattro donne e tre soli uomini), perché loro sono state le prime testimoni di questa profonda trasformazione sia quando rimanevano nella terra d'origine ad attendere i propri uomini in veste di madre, sorella, sposa o promessa tale, sia quando raggiungevano il Nord, spesso stravolgendo le convenzioni a cui la tradizione le aveva relegate.

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